I CORSI DI GAIA E GIULIA

Storia

Vi allego alcuni stralci di due interviste, nella speranza di documentare una parte molto significativa del "mondo corso”.  La prima è apparsa nel giugno del 2002 su Workdogs (Alessandro Luzi e F. Bonanno) dove l'esperto e appassionato Cinofilo Luigi Inderst, Professore presso l'Università di Perugia alla Facoltà di Ortodonzia e Protesi dentarie e Docente di Biotecnologie e protocolli clinici si pronuncia sul tema dentatura/prognatismo.

Se il Cane Corso, per standard o per scelte oscure, debba essere prognatico* ciò esula dal mio pensiero ma trasformare una patologia in un vantaggio per il soggetto che ne è afflitto impone un'attenta riflessione sul come e perché tali standard vengono concepiti e preparati.

 - Cosa significherebbe poi leggero 
prognatismo ?
Il prognatismo sia leggero o accentuato va sempre considerato una patologia grave dell'apparato masticatorio.

Nell'essere umano il prognatismo viene dapprima intercettato con apparecchiature mobili e fisse, fino ad arrivare al tavolo chirurgico e mi sembra molto azzardato, sia pure nella razza canina, portarlo al rango di carattere di nobiltà e di tipo, in un cane da presa come il Corso che dovrebbe essere dotato di un apparato mascellare meccanicamente perfetto.

Nei mammiferi e nell'intero regno animale nessuna specie risulta essere prognatica e mi diverte l' idea di un leone, di una tigre o di un lupo prognato, oppure, tra i rettili, di un alligatore a muso corto e con un certo prognatismo che risulti essere avvantaggiato rispetto ai suoi simili.


La seconda intervista a Paolo Breber Ricercatore e biologo presso il C.N.R., cinologo di fama internazionale, comparsa su Workdogs nel giugno del 2001 (Fabrizio Bonanno stralcio di intervista).

Domanda: Lei è stato da sempre contrario all'introduzione del prognatismo nello standard di razza, quali sono le sue considerazioni sull'affermazione fatta dai quadri direttivi SACC (società amatori cane corso) durante il seminario tenutosi a foggia il 19/10/96, dove si asserì che "la cinofilia moderna e gli standard moderni, devono dare delle indicazioni precise, e si imponeva una scelta: Dato che l'altro molosso nazionale, il mastino napoletano, presenta la chiusura a forbice e a tenaglia, si doveva trovare una caratteristica che differenziasse il corso dal mastino dal momento che erano presenti entrambe le chiusure, ma in maggior numero la chiusura prognata si scelse il prognatismo". Ci fu un aggravante importantissima da evidenziare: moltissimi soggetti ritenuti prognati, in realtà non avevano altro che una chiusura a forbice rovesciata. 
Quindi una chiusura ben diversa dal vero prognatismo in questo tipo di chiusura il contatto tra gli incisivi superiori sulla faccia interna di quelli inferiori a volte ne provoca lo scalzamento ed per evitare questo tifo di patologia che si decise di portare a 5 millimetri la protrusione del l'arcata inferiore su quel la superiore, quali sono le sue riflessioni in merito?

Risposta: Sono affermazioni assurde,  il cane corso non ha bisogno di distinguersi da altre razze in quanto è in possesso di una identità storica molto più confermata e precisa rispetto a quella del mastino napoletano, la seconda è una tesi totalmente priva di significato, nel tentativo di eliminare un difetto si aumenta il prognatismo aggravando la patologia, insomma un grande impegno a giustificare ciò che in realtà non può essere giustificato, la morfologia del cane è un riflesso della funzione in un determinato ambiente, (materiale reperito sul web e su workdogs)

Una riflessione:

Il cane corso è un razza da lavoro come tutte, e deve essere selezionato nel rispetto del genotipo dell'impiego, del carattere e della morfologia che sono ad esso ascritti affinché la sua bellezza, cioè la sua capacità funzionale non venga compromessa

Per info rivolgersi 393 6921815 Ivan e 3401 722116 Emilia